Campionato Regionale Giovanile – Lazio 2011

Si è svolto domenica 17 Aprile a Roma. Parliamo di numeri, così – importanti o meno – ce li togliamo subito di mezzo. Poi per parlare di bambini/ giocatori – cioè della vera anima mundi del campionato. I partecipanti sono stati 92 divisi per tutte le categorie, maschili e femminili.

A detta dello stesso vicepresidente del Comitato Regionale Lazio, Luigi Maggi, che ha partecipato alla premiazione, il numero raggiunto è alquanto significativo. Un buon successo nel Lazio e chissà (vale la pena fare statistiche approfondite?) forse anche rispetto ogni altra regione. Si poteva fare meglio? certamente! con uno sforzo organizzativo in più avremmo potuto raggiungere le tre cifre. Se ci sarà un’altra volta è una promessa che il Circoli organizzatori – l’a A.S.D. Centocelle Scacchi e l’A.S.D. Capablanca - s’impegnano fin d’ora di fare. Le femminucce – anima nell’anima del Campionato – per ogni fascia d’età non erano sufficienti per garantire tornei di categoria ad esclusione per le “Giovanissime”; quindi le restanti hanno gareggiato insieme ai maschietti e ai maschiacci.

I diversi podi regionali con annessa ammissione al campionato Nazionale se lo sono divisi alcuni nomi già conosciuti, altri sono stati delle sorprese. Del resto i giovani da un anno all’altro crescono in fretta insieme alla loro diversa preparazione agonistica. Per i risultati, comunque, andatevi a vedere attraverso le classifiche e commentatele da soli: cantatevele e suonatevele come meglio credete. Così faranno i diversi istruttori dei ragazzi e rappresentanti delle diverse Associazione scacchistiche lì presenti; a loro vanno il nostro ringraziamento e apprezzamento per l’appassionato lavoro svolto.

Invece, ecco, poi ci sono loro! Non dimentichiamolo, insieme, che al di là di ogni cifra e affermazione agonistica, così, di soppiatto, passando tra un tavolo da gioco e l’altro, durante il Campionato, l’immagine di due frillocchetti (nel senso del soprannome dialettale riferito ad un tipo piccolo di uccello canterino) uno seduto di fronte all’altro, che con il mento arrivano a mala pena al tavolo, che quando uno ‘promuove’ in ottava traversa è costretto ad alzarsi in piedi e capitombolare letteralmente sulla scacchiera, con un piglio di serietà e serenità allo stesso tempo - che c’era una, di femminuccia, che, con la sua bellissima fermezza, se fossi stato io il maschietto avversario mi sarei rintanato sotto il tavolo; ed un altro, di maschietto, che mi diceva (senza che glielo chiedessi) e me lo ha detto dieci volte in tutta la giornata, che lui aveva cinque anni (con la mano poco più grande di un alfiere, a far cinque con le dita) - ecco ci sono loro, i nostri straordinari (nel senso di ‘forza della natura’) e impossibili (nel senso della foggia con in volto i rossi per l’apprensione e il caldo), ci sono i nostri ragazzi! Che abbiano passato una bella giornata è quello che volevamo. Che uno, no due, anzi tre, abbiamo pure pianto un poco… (si sa: la stizza di aver perso), ci sta bene anche questo. E ci sono pure i genitori e accompagnatori che, anche loro, sono apprensivi e che dicono “l’importante è partecipare” (come quello delle Olimpiadi) ma che poi stanno lì per lì quasi a voler suggerire la mossa dello ‘scacco matto’, al proprio distratto frillocchetto (il cuoricino di mamma e il campioncino di papà), e che se lo avessero solo provato a fare gli avrei mangiato il naso: ci sono anche loro a fare ed essere il Campionato giovanile. Un grazie anche a loro. E al fotografo (grande lavoro), e gli arbitri (di grande equilibrio) e chi ci ha aiutato nella gestione delle gare. Molte grazie anche a tutti loro.

Vedete bene che a me, ma non certamente e giustamente alla FSI, non interessano i singoli nomi/giocatore, ma il ‘coro’. Arrivederci dunque al prossimo evento: faremo di più, faremo meglio. Per tutti. Rocco